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Recensione: "La Corte di Rose e Spine" di Sarah J. Maas

  • Immagine del redattore: MÂG
    MÂG
  • 26 apr 2024
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 giu 2024


Gli spoiler sono occultati per chi ancora non ha letto il romanzo.

Trama


"Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell'istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l'arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me." Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L'animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge "ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita". Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l'allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un'ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo...






Il mio parere


Questo primo volume della serie mi è piaciuto, ma non particolarmente. Tante sono le cose oggettive a favore del romanzo. Tuttavia, non sono riuscita a farmi coinvolgere come avrei voluto.


Il worldbuilding è ben costruito, la suddivisione del regno, le creature, i conflitti… Ovviamente viene naturale porsi tante domande, però è giusto che le cose siano spiegate con calma – anche se più di una volta mi sono ritrovata muri di pagine con spiegazioni spacciate per ragionamenti. La prima al passato aiuta in tal senso, ma rallenta comunque la fluidità della storia. Per fortuna, a differenza di Sangue e Cenere (sì, lo so che ACOTAR è stato scritto prima, io l’ho letto adesso), gli spiegoni erano più discorsivi, senza troppi nomi, fatti storici da apprendere ecc. Quindi più seguibili senza la necessità di saltare interi paragrafi.


Ormai ho capito che è abitudine dei fantasy moderni lasciarsi andare a espressioni del nostro mondo anziché di quello racchiuso fra le pagine. Non dubito che in questo high fantasy possano esserci gli arresti domiciliari e i lacci emostatici, ma per me restano terminologie lontane dall’ambientazione magica creata che mi riportano alla realtà invece di tenermi immersa nella storia.


L’inizio mi ha fatto storcere un po’ il naso, e come inizio intendo quando Feyre arriva alla Corte di Primavera (la prima scena, quella del lupo, è stata bella, ben strutturata e coinvolgente; mentre ho detestato la famiglia di Feyre e in particolar modo l’atteggiamento di Nesta). La protagonista arriva alla villa e ho compreso – era ovvio – la voglia di scappare per tornare a casa, ma non ho capito l’ostilità perpetua verso Tamlin.

SPOILER

Okay, l’ha “rapita” (le ha permesso di vivere invece di ucciderla) e piano piano le dice che la sua famiglia, che ha paura possa morire di fame, sta bene. Perché fare “amicizia” con Lucien, che si presenta come antipatico e a prima vista più pericoloso, e non provare a comprendere Tamlin che sostanzialmente non le ha fatto niente? (Aggiungiamo pure che è bono e gentile? Sì, lo aggiungiamo). Tamlin si rivolgeva a lei in modo impacciato ma dolce e lei “ora si prenderà gioco del mio essere umana e patetica”. Ma guarda che è stato Lucien a farlo e tu dai corda proprio a lui? Ogni volta che rispondeva acida a Tamlin volevo tirarle il libro addosso.

Un’esasperazione un po’ eccessiva per creare una sorta di dinamica hate to love (anche se, appunto, Tamlin non le ha fatto un cavolo di niente).


Sono rimasta delusa quando Tamlin da animale si è trasformato in umano con un semplice puff. Feyre guarda quella scena per la prima volta e me la propini con “in un attimo diventò un uomo”? Eh? Ma sul serio? Avrebbe dovuto essere una scena carica di stupore e magia e invece puff. Boh. Occasione sprecatissima.

Sono stata delusa anche dai sentimenti di Feyre,

SPOILER

evolutisi da una pagina all’altra. Prima super ostile nei confronti di Tamlin e poi evviva l’amore. In realtà, se ci ripenso, non credo di aver compreso bene anche i sentimenti di Tamlin. Feyre l’ha ignorato per la maggior parte del tempo, poi si è addolcita ma sono cominciati i salti di settimane in cui ho dovuto apprendere per logica che si erano avvicinati. Purtroppo queste dinamiche frettolose non mi piacciono e sono strasicura che, invece, con Rhysand le cose andranno diversamente.

Ho odiato quel “fece” al posto del disse… Non so se è una questione di traduzione, ma l’ho trovato così tante volte da odiarlo.

Per caso alla Maas piace la parola “ferino”? Così, per chiedere.


In ultimo, per quanto riguarda la prima parte, ho avuto l’impressione di star leggendo una sorta di retelling della Bella e la Bestia. Lui che è una sorta di leone maestoso che la rinchiude nel suo castello, lei che si sacrifica per la famiglia, la galleria come la biblioteca e pure il ballo… Mi è piaciuto. È stata una favola. Almeno per un po’…


La parte sotto la montagna è stata coinvolgente.

SPOILER

Durante le tre prove la tensione si è avvertita nonostante fosse logico che la protagonista non poteva morire (è la voce narrante). Il panico di Feyre, la sua insicurezza e il desiderio di apparire comunque forte davanti a quella struzza di Amarablabla (mamma, quanto l’ho odiata!), i ragionamenti per sopravvivere, i momenti di sconforto… tutto orchestrato con il giusto equilibrio. Ogni tanto non sono riuscita a comprendere bene l’ambientazione, come nel caso della prima prova, ma sono riuscita lo stesso a figurarmi le scene. Ho apprezzato in particolare il non velare le scene crude, rendendo così reale la situazione di pericolo in cui si trovava Feyre. Immagino che questa serie abbia un taget giovanile, ma visto ciò che accade è stato giusto non addolcire più di tanto, sarebbe andato a discapito dell'atmosfera necessaria. Altre cose mi hanno confuso, come il fatto che Feyre si ubriacasse e vomitasse tutti i giorni ma poi avesse le facoltà per affrontare le altre due prove. Vero che non erano di forza, però se ti ubriachi e vomiti per un mese penso che qualche problema a stare in piedi dovresti averlo. Sì, qualcosa è stata detta a proposito del suo stato, ma ripeto: un mese.

Detto ciò, io amo Tamlin. E lo so,

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so come andrà a finire,

però lo amo lo stesso. E chissà, magari m’impegnerò così tanto mentalmente che alla fine la storia cambierà?

SPOILER

Ho già una mezza idea di cosa succederà a Tamlin tanto da allontanare Feyre da lui per avvicinarla a Rhysand.

A proposito di Rhysand, quando si è presentato al pranzo nella Corte di Primavera l’ho odiato a morte

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per quello che ha detto leggendo nella mente di Feyre e per quello che ha costretto a fare a Tamlin.

Sono certissima che nel prossimo libro si mostrerà sexy e irresistibile

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(sin da subito Feyre lo descrive con termini sensuali, sempre, quindi già si è capito tutto dal primo incontro alla festa),

ma al momento non mi piace. Cioè, solo un pochino, perché alla fine sono sensibile al fascino del bad boy. PERÒ AMO TAMLIN, STRAMALEDIZIONE! CHE IL CIELO STRAFULMINI I TRIANGOLI! LI ODIO!


Il finale okay. Grazie! Pensavo mille volte peggio e con “mille volte” intendo un finale apertissimo. Bene così, ho il tempo di recuperare gli altri libri senza sbroccare.









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